A.P.E. Appennino Parco d'Europa
Il progetto APE si configura come un intervento di infrastrutturazione ambientale con il quale coniugare le politiche di conservazione della natura e della biodiversità a quelle dello sviluppo; il territorio è costituito da una rete di spazi naturali che innervano tutto l'arco Appenninico e nella quale le aree protette rappresentano i nodi.
Per approfondimenti digitare con il mouse sul seguente link:
http://territorio.regione.abruzzo.it/APE/
Sono previsti una serie di interventi, opere ed azioni finalizzati:
alla conservazione della natura come finalità in grado di coniugare le esigenze della tutela con quelle dello sviluppo e della crescita occupazionale;
alla conservazione delle specificità del sistema insediativo, mediante la tutela, il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio, culturale e religioso diffuso sul territorio;
al turismo sostenibile;
alla conservazione e allo sviluppo della ruralità;
alla promozione delle produzioni di qualità nel settore agroalimentare;
alla conservazione e lo sviluppo della PMI artigianale e agroalimentare;
all'adeguamento della rete dei servizi.
in sintesi si prevedono attività di promozione territoriale di area vasta in un territorio delicato e "strutturalmente" debole.
L'Italia è il paese più ricco di biodiversità del continente europeo, essendo un ponte biotico tra le diverse bioregioni. L'Appennino è l'arcata che regge questo ponte, costituendo un esteso ed articolato sistema ambientale e territoriale strettamente correlato al rilevante patrimonio storico-culturale frutto del millenario insediamento umano.
Infatti il rilevante numero e la significativa estensione di aree naturali testimoniano l'importanza naturalistica del sistema appenninico e le sue straordinarie potenzialità per l'avvio di politiche di sviluppo sostenibile.
Con il progetto APE si intende estendere a tutto il sistema appenninico il complesso delle potenzialità e delle capacità di sviluppo, di attrazione e di sollecitazione di aspettative positive e di proiezione a scala nazionale ed internazionale proprie della politica delle aree naturali protette.
A.P.E. è stata una brillante intuizione di qualche anno fa che può portare oggi a processi di sviluppo sostenibile. Risponde infatti contestualmente a diverse necessità:
disegnare un itinerario di pianificazione territoriale che non abbia la montagna come esclusivo riferimento al "non fare" ovvero al vincolo, alla tutela totale, alla musealizzazione;
definire una strategia idonea nei confronti della Comunità Europea per il "dopo 2006" quando entreranno i paesi dell'est e cesserà, in assenza di un ipotesi progettuale alternativa, la possibilità di godere dei fondi strutturali (visto il gap che ci separa dai paesi in ingresso che si collocheranno tutti al di sotto delle nostre realtà meno sviluppate);
rappresentare un tavolo di concertazione che pone in relazione le aree protette con il resto del territorio montano;
incarnare la necessità di individuare, in via scientifica, le potenzialità di sviluppo espresse (o inespresse) da questa area complessa e definirne, sullo stesso piano, i potenziali fruitori (il mercato potenziale dei beni) ovvero, in sintesi, avviare un processo di marketing territoriale.







