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La contro replica del Direttore Ponziani

by Dimitri Bosi pubblicato il 11/07/2011 10:15

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Egregio Presidente, la ringrazio per la cortese risposta dovuta non tanto a me, ma ai problemi sollevati per il mio tramite.

     Non le nascondo, tuttavia, che le sue considerazioni paiono rinunciatarie, inadeguate dunque rispetto alla gravità delle questioni poste. So bene in quali difficoltà si dibattono gli Enti locali e in particolare la Provincia di Teramo. A due anni dall’insediamento della sua amministrazione ella ha avuto modo in più occasioni di denunciare la cosa. Ma, Sig. Presidente, un conto è tagliare sprechi e ridimensionare impegni relativi ai più diversi settori; altro è stroncare un servizio essenziale e di alta qualità come quello fornito dalla “Dèlfico”. Le minori entrate non consentono di ridicolizzarne le funzioni attraverso uno stanziamento che – come ella ammette – è passato dai 120.000 euro del 2007 ai 20.000 previsti per il 2011, vale a dire un sesto rispetto a quattro anni fa. Così si uccide anche il miglior cavallo di razza.

     “Salviamo la Dèlfico” non è perciò una invocazione retorica, ma una precisa esigenza da soddisfare se si vuol uscire da questo cul de sac. Per salvare la “Dèlfico”, dunque, occorre mettere in campo tutte quelle azioni che consentano di affrontare nell’immediato le gravissime contingenze finanziarie e quindi individuare i modi, anche diversi e alternativi, di gestione di questo prestigioso istituto culturale . Io stesso, Sig. Presidente, ho sollevato la sproporzione del contributo annuale che la Provincia di Teramo concede al “Braga” che, come ricordavo a sostegno del mio ragionamento, non dipende direttamente dalla Provincia, come invece la Biblioteca il cui finanziamento è dovere istituzionale dell’Ente la lei presieduto. Sono ben contento dello sforzo profuso dal Sen. Paolo Tancredi affinché il “Braga” possa passare a carico della fiscalità generale; ma vorrei che ella stessa, il Sen Tancredi e quanti più autorevoli esponenti politico-istituzionali della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo ponessero lo stesso impegno a favore della “Dèlfico”.

     Sono ben lieto che ella riaffermi risolutamente che la Provincia di Teramo non intende ridimensionare l’importante e prestigioso presidio culturale rappresentato dalla “Dèlfico”, ma tale affermazione, essa sì, diventa pura petizione di principio se non ne scaturiscono atti conseguenti. Mi consenta infine di ricordarle ( a questo riguardo forse è stato mal informato) che nel nostro Paese, soprattutto nel Centro-Nord – ma non mancano esempi importanti anche al Sud – sono decine le istituzioni culturali di altissima tradizione storica – a partire dalla Biblioteche – che sono finanziate in toto da Enti locali ( Province e Comuni), senza che subiscano il medesimo trattamento riservato alla “Dèlfico” ( ad esempio a Siena, Ancona, Parma, Bologna, Salerno, Foggia o, per stare più vicini a noi, Fermo e Ascoli).

     Per il resto non posso che prendere atto dell’impegno a reintegrare in qualche modo il personale perso dalla struttura negli ultimi mesi, sottolineando però nel contempo  che la professionalità e la specificità del lavoro bibliotecario non consentono generiche fungibilità, pena la decadenza della qualità del servizio che richiede – anche se tutto questo spesso sfugge – competenze peculiari e adeguati livelli culturali pur nella diversità e gerarchie delle mansioni svolte.

     Infine il suggerimento di individuare forme nuove di finanziamento per la Biblioteca “Dèlfico” attraverso progetti da sottoporre a Regione, Ministero e Unione Europea non può che trovarmi consenziente. Ma, di grazia, una progettualità su temi innovativi che sarebbero i soli, in via di semplice ipotesi, a poter essere finanziati ( ma i dubbi sono forti viste le politiche culturali poste in essere da Regione Abruzzo e Ministero) come potrebbero essere presentati se le attuali difficoltà finanziarie non consentono neanche di assicurare una pur minima ordinaria amministrazione? Primum vivere, deinde philosophari! Insomma ci si dia la speranza della sopravvivenza, poi si progetterà quanto e più di oggi; le idee non mancano.

     Sig. Presidente, a conclusione di questa mia replica mi consenta però di sollecitare una  sua specifica iniziativa in virtù della carica  che ella ricopre. Convochi un tavolo di concertazione con i rappresentanti di Enti, istituzioni economico-sociali, Banche, Fondazioni bancarie, esponenti politico-istituzionali cittadini, regionali e nazionali; si metta in cantiere un progetto complessivo di salvaguardia della più antica istituzione culturale di Teramo e d’Abruzzo che preveda anche una nuova modalità di gestione capace di far uscire definitivamente la “Dèlfico” da una condizione di precarietà avvilente e di anno in anno rinnovantesi.

     Diversamente, il perseverare su una linea non più percorribile con vantaggio, suonerebbe disdoro ai cittadini, agli studiosi, alla storia e alla cultura di questo territorio, ma anche all’Ente che della “Dèlfico” dovrebbe garantire la vita.

     I più rispettosi e cordiali saluti

 

                                                                                         Luigi Ponziani

                                                             Direttore della Biblioteca Provinciale “M. Dèlfico”    

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Posted by True croce di tola at 15/07/2011 11:30
I politici e la politica hanno fatto man bassa negli ultimi anni lasciandoci un paese in ginocchio che riesce più nemmeno a garantire l'essenziale.
Continuano a trincerarsi dietro ai loro deficit di bilancio, come se fossimo stati noi cittadini comuni a terremotare lo stato. Continuano a parlare di PIL come se fosse l'unico indicatore rispetto alla qualità della vita in un paese civile.

Basterebbe che tutti i politici in Italia rinunciassero ad un quarto dei loro privilegi e potremmo finanziare in maniera cospicua tutte le biblioteche della penisola.


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