Rapporto Sociale 2010
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A differenza dello scorso anno, in cui il tema era costituito dal fenomeno della povertà e dell'esclusione sociale, il Rapporto Sociale 2010 dedica particolare attenzione al disagio giovanile.
Il lavoro di ricerca presenta approfondimenti sulle condizioni sociali, demografiche e occupazionali dei giovani della provincia di Teramo, e su quanto le diverse configurazioni di tali fattori incidono sulla condizione di disagio. Tali elementi di riflessione vengono coadiuvati anche dalle rilevazioni e dalle analisi prodotte annualmente sul fronte demografico,economico e dei servizi erogati. Infatti, in un'ottica di studio diacronico dei servizi sociali rivolti alla popolazione teramana, il Rapporto presenta annualmente l'analisi dei servizi sociali offerti, monitorati dal Centro di Analisi Sociale, i principali fenomeni demografici che interessano il nostro territorio e gli studi sulle condizioni economiche della provincia.
L'Assessorato alle Politiche Sociali ha espresso l'esigenza di redigere e pubblicare il Rapporto 2010, seppur in versione non definitiva, entro il 2010 così da disporre già di una base di dati utili per affrontare in modo più critico e ragionato le attività da svolgere nel prossimo anno. Nella sua veste attuale definitiva, però, il Rapporto Sociale si presenta più ricco ed esaustivo, con approfondimenti cospicui e mirati alla condizione dei cittadini della provincia di Teramo, soprattutto della popolazione giovane. Così impostato il Rapporto potrà rivelersi uno strumento utile all'individuazione non solo delle emergenze ma anche delle modalità di intervento della politica sociale provinciale.
Per ragioni di chiarezza espositiva, il Rapporto viene suddiviso in quattro sezioni distinte riferite alla condizione di disagio dei giovani, al lavoro e all'economia teramana, alla demografia e all'offerta dei servizi sociali e, infine, all'utilità del Rapporto in un'ottica di programmazione delle politiche sociali.
Nella prima sezione si tenta di definire la condizione di disagio giovanile attraverso un approccio multidisciplinare, di matrice psicologica ed economica, attraverso una riflessione sui diversi tipi di disagio giovanile coadiuvata da dati statistici nazionali e provinciali relativi specialmente alle condizioni familiari ed occupazionali della popolazione giovane.
Successivamente, il Rapporto presenta due contributi dulle condizioni economiche della provincia, sulla situazione occipazionale dei cittadini e sulle questioni che riguardano l'imprenditoria teramana, in special modo quella giovanile.
La terza sezione invece è dedicata all'attività di monitoraggio che la Provincia svolge dal 2006 sulla demografia e sull'offerta dei servizi sociali erogati.
Attraverso la quarta ed ultima sezione, infine, ci si vuole interrogare sull'efficacia pragmatica del Rapporto Sociale come strumento di monitoraggio e di valutazione in termini di programmazione delle politiche sociali.
L'Assessore alle Politiche Sociali
Dott. Renato Rasicci
La elaborazione annuale del Rapporto sociale, così come esemplarmente proposto dalla Provincia di Teramo, contribuisce ad evidenziare il nesso che occorre sempre più stabilire e riprodurre nell'assetto delle politiche locali.
Il riferimento è al contributo che il Rapporto sociale può offrire all'affermarsi di una cultura e di una prassi della valutazione degli interventi sociali e quindi più generale sull'efficacia delle politiche sociali a livello locale. Com'è noto, infatti, compito delle politiche sociali e delle azioni che si sviluppano programmaticamente sui livelli locali è quello di risolvere le domande sociali, affinchè coloro che ne sono i portatori in un determinato periodo vedano, superati i fattori che hanno creato una situazione di dipendenza dall'aiuto altrui (sia esso volontario o istituzionale) per ritornare a condizioni di piena autonomia sul piano economico e sociale.
Con la presente edizione del Rapporto sociale abbiamo, in primo luogo ricalcato gli aspetti relativi alla demografia, all'economia, al lavoro e all'offerta dei servizi sociali del territorio provinciale teramano, in un'ottica di monitoraggio di lungo periodo; in secondo luogo abbiamo approfondito la tematica del disagio giovanile specialmente in termini psicologici, sociali, economici ed occupazionali.
Il lavoro di ricerca condotto inizia con il tentativo di definire la condizione dei giovani nella società italianae, in particolare, nella provincia di Teramo. I giovani sono stati definiti come coloro che hanno davanti a sè gran parte della loro vità, quindi in un momento di costruzione della propria identità e autonomia e di preparazione al distacco dalla propria famiglia di origine. Dal primo contributo del Rapporto emerge che quasi la metà dei giovani italiani dai 18 ai 39 anni incontrerebbe numerosi ostacoli e impedimenti a lasciare la propria famiglia di origine. Sono giovani altamente scolarizzati che non riescono a trovare sbocchi lavorativi in un mercato del lavoro instabile ed incerto. Particolare attenzione viene data anche alla categoria dei giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Non in education employment or training), che secondo l'Istat in Italia ammonterebbero a più di un quinto del totale dei giovani. Lo scopo del secondo contributo del Rapporto, invece, è quello di indagare con un approccio psicologico il disagio giovanile connesso al lavoro, con specifico riguardo alle conseguenze della disoccupazione nei giovani. Un lungo periodo di disoccupazione potrebbe incidere negativamente sulle relazioni e sui processi di integrazione sociale dei giovani e, a livello individuale, sulla capacità di credere in se stessi e sulla propria autostima.
Sul versante dell'occupazione nella provincia di Teramo, i dati dei CpI presentati nel terzo contributo si dimostrano molto interessanti. Dallo studio condotto emerge un consistente aumento del numero degli iscritti ai CpI e di avviamenti al lavoro. Tale incremento, però, si deve esclusivamente alla forte ascesa dei contratti a tempo determinato che interessano ben il 77% dei giovani occupati iscritti ai CpI tra i 18 e i 29 anni. Crescono i tirocini formativi, mentre si mantengono quasi sulle stesse quote i Co.co.co. e i contratti interinali.
Nella seconda sezione, invece, l'analisi viene orientata allo stato di salute dell'economia teramana, caratterizzata da una spinta recessiva che ha interessato tutti i comparti economici derivante in special modo dagli effetti della crisi internazionale e dalle conseguenze del terremoto del 6 aprile 2009.
Il sistema turistico teramanao ha subìto un considerevole danno economico con evidenti riflessi sulle dinamiche occupazionali e di fatturato sia delle attività direttamente interessate (come la ricettività alberghiera) sia quelle complementari (come la ristorazione, la vendita di prodotti ittici, etc.). Nel 2009 gli arrivi turistici risultano ridotti del 21% e le presenze quasi del 20%. Le importazioni e le esportazioni in provincia di Teramo subiscono un forte decremento, rispettivamente del 23% e del 26%. Diminuisce anche il reddito e la ricchezza pro-capite e continua a ristagnare la crescita imprenditoriale, che per il quarto anno consecutivo registra un tasso di sviluppo negativo. Sull'imprenditorialità, soprattutto quella giovanile, viene assegnato un ruolo prioritario per una ripresa economica, seppur lenta e faticosa.
L'autoimprenditorialità spesso rappresenta l'unico modo per garantirsi un reddito e per questo motivo, nel quinto capitolo, si rivendica una risistemazione degli strumenti fiscali e la creazione di incubatori fruibili da parte dei neoimprenditori. Il settore imprenditoriale teramano, compreso quello giovanile, ha dimostrato stabilità in questi ultimi anni di crisi economica, a sostegno dell'ipotesi di considerare l'imprenditoria (soprattutto giovanile) come settore chiave per lo sviluppo economico della provincia.
Relativamente agli aspetti demografici, invece, la popolazione teramana non risulta mutata in modo considerevole. I tassi di vecchiaia continuano a registrare valori consistenti, in linea con quelli nazionali, mentre la popolazione totale vede crescere il proprio volume sempre più, nonostante un tasso di crescita naturale sempre negativo, per via dell'ingresso incessante degli stranieri nel territorio provinciale (rispetto al 2008 si registra un aumento della presenza straniera che sfiora il 10%). Il territorio rovinciale teramano, infatti, è quello che detiene il maggior rapporto tra la popolazione straniera e quella totale (7,4%) rispetto alle altre province abruzzesi.
Sul fronte dell'offerta sociale, infine, si registra una diminuzione dei servizi censiti pari a quasi al 10% anche se la dislocazione territoriale per ambiti sociali e la tipologia dei servizi erogati non mutano in modo significativo: l'ambito che detiene il maggior numero di interventi rilevati continua ad essere rappresentato dal Val Vibrata mentre le tipologie di servizi più consistenti sono quelle riferite all'infanzia, all'adolescenza, alla famiglia e agli anziani. Come negli anni scorsi, un elemento su cui dover riflettere, giustificato da un flusso di immigrati sempre più consistente, è rappresentato dalla scarsa presenza di servizi rivolti agli immigrati (4,3% rispetto al totale dei servizi erogati), nonostante la tipologia annettesse a sè diverse fasce di utenza (i poveri e i senza fissa dimora).
La titolarità e la gestione dei servizi continua ad essere di natura pubblica (per l'esattezza comunale).
Rispetto allo scorso anno, l'utenza raggiunta dagli interventi decresce notevolmente nonostante l'incremento delle risorse economiche pari al 3,86%.
Attraverso un'analisi specifica rivolta eslusivamente ai giovani utenti dei servizi censiti, emerge un numero di interventi pari a 108, che equivale a circa un quarto dei servizi totali rilevati, per la maggior parte di natura pubblica (specialmente ASL e Associazioni di volontariato).
Infine, con l'ultimo contributo del presente lavoro ci si interroga sulle modalità attraverso le quali il Rapporto Sociale sia in grado di disegnare gli indirizzi di azione sociale e in generale l'offerta dei servizi sociali. In particolare viene data rilevanza al nesso che si dovrebbe stabilire, a partire dal Piano sociale regionale, tra il monitoraggio condotto attraverso il Rapporto Sociale e il Piano Sociale di Zona. Finora non esiste un legame nè ideale nè empirico tra i due strumenti di analisi sociale, ma la loro integrazione renderebbe possibile la partecipazione diretta degli operatori istituzionali che operano nel territorio, la condivisione degli obiettivi e la formulazione condivisa degli interventi da implementare per rispondere più efficacemente alla domanda sociale. Su quest'ultimo punto gli operatori sociali lamentano una ricorrenza sistematica dei medesimi bisogni sociali dalle risorse assistenziali principalmente di natura pubblica.
Si ringraziano per la proficua collaborazione alla stesura del Rapporto Sociale i seguenti Enti e Istituti di Ricerca:
- Provincia di Teramo - Sett. Politiche del Lavoro e Formazione Professionale
- Università degli Studi di Teramo - Dip. di Teorie e Politiche dello Sviluppo Sociale
- Camera di Commercio di Teramo
- Centro Antiviolenza "La fenice" della Provincia di Teramo
- Studio Idra - Soluzioni per le Imprese
- SOCIOSCAPE - Istituto di Ricerca Sociale Applicata
PROVINCIA DI TERAMO
ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI - X SETTORE
Assessore alle Politiche Sociali Dott. Renato Rasicci
Dirigente del X Settore Dott.ssa Renata Durante
Responsabile del Servizio Dott.ssa Cristina Di Baldassarre
CENTRO DI ANALISI SOCIALE
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