Alla Provincia la regolamentazione della caccia al cinghiale
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“La diatriba è stata innescata su un tecnicismo, il regolamento sulla caccia al cinghiale è competenza dell’Ente istituzione, che in questo caso, è la Provincia, non degli ATC.” Queste le parole dell’assessore all’attività venatoria, Giuseppe Di Michele, che è intervenuto, lunedì mattina, in conferenza, per chiarire ancora una volta la questione sollevata sulla regolamentazione della caccia al cinghiale.
In seguito alle polemiche sul presunto “conflitto di competenza” sollevato da alcune associazioni venatorie, Di Michele ha chiesto conforto alla Regione Abruzzo che ha confermato l’interpretazione della norma secondo cui gli atti di programmazione, di organizzazione in distretti e regolamentazione della caccia al cinghiale sono adottati dalla Provincia. Gli atti vanno recepiti e fatti propri dagli ATC; eventuali adeguamenti, che comportino modifiche alle disposizioni degli atti, andrebbero, comunque, sottoposti ad approvazione della Provincia.
Il problema non ha fondamento - “queste energie potevano essere utilizzate ad intercettare le volontà, i sentimenti e le intenzioni dei cacciatori che ultimamente sembrano disgiunti”- continua l’assessore – “il calendario è frutto di un lavoro continuo e costante con i cacciatori, mi dispiace che le associazioni sembrano non rappresentare il mondo dei cacciatori ma solo loro stesse”.
Affianco all’assessore Di Michele, il Presidente della Provincia, Walter Catarra – “Confermo la mia stima e fiducia nei confronti dell’assessore Di Michele, abbiamo sentito tutti i capi caccia e siamo assolutamente tranquilli del nostro operato, di aver saputo interpretare le esigente dei cacciatori e continuiamo a lavorare per tutelare gli interessi degli utenti e per il bene del territorio”.
L’ATC, secondo la legge, è un ente privato con funzioni meramente gestionali dell’attività venatoria; come tale può proporre osservazioni ai provvedimenti assunti dall’ente.












