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Approvato un ulteriore finanziamento per il “Delfico” di Teramo: istruttoria favorevole anche per il “Milli” e l’Artistico che entrano in graduatoria in attesa di risorse

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pubblicato 08/08/2017 09:55

Sono in corso di finanziamento dal Miur, su richiesta della Provincia e a seguito di istruttoria condotta dalla Regione Abruzzo e dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, gli interventi per l'adeguamento e il miglioramento sismico degli immobili scolastici che ospitano gli istituti secondari.

I fondi fanno riferimento al quadriennio 2017-2020 e il liceo classico “Delfico” di Piazza Dante a Teramo è destinatario di un finanziamento di 2 milioni e 115 mila euro; risorse, queste, che si aggiungono a quelle già disponibili di 1 milione e 175 mila euro. Come già previsto, i fondi, saranno utilizzati per sistemare il tetto e l’ultimo piano della struttura.

Risultano “finanziabili” ma in attesa di copertura finanziaria anche il liceo pedagogico “Milli”  (2 milioni) e il liceo artistico “Delfico-Montauti” (4 milioni)  in ambedue i casi si tratta di strutture scolastiche collocate nel capoluogo . Vedi nota regionale https://www.regione.abruzzo.it/content/edilizia-scolastica-nuovi-fondi-le-scuole

“La scorsa settimana abbiamo presentato gli indici di vulnerabilità delle superiori – commenta il consigliere delegato, Mirko Rossi - abbiamo raccontato cosa  abbiamo fatto in questi cinque mesi e cosa intendiamo fare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ora arriva dalla Regione la notizia di un ulteriore finanziamento per il liceo Delfico di Teramo e ottime speranze per il Milli e il liceo artistico Montauti. Questo rende più semplice una riprogrammazione degli spazi che, come, come abbiamo già sottolineato, vogliamo concertare con la città, con i dirigenti scolastici e con le forze sociali: è il momento di un impegno corale per trovare soluzioni definitive,  tra qualche anno non vorrei dover parlare dell'emergenza sisma come di un'occasione mancata per affrontare alla radice un tema che è al centro della riflessione per ragioni di sicurezza e che, non dimentichiamolo,  investe questioni importanti inerenti il  contesto urbano e sociale delle cittadine che ospitano i poli scolastici”.

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