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Assegnate le deleghe: il Presidente mantiene pianificazione, programmazione e marketing territoriale. A Severino Serrani la vicepresidenza.

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pubblicato 27/11/2018 14:51

Una squadra che: “deve dare speranza e quindi come prima cosa deve sorridere” così ha esordito il presidente Diego Di Bonaventura questa mattina presentando i consiglieri delegati per materia.

Quattro consiglieri delegati sono espressione della lista  “La forza del territorio con Astolfi”: edilizia scolastica, ambiente e consorzi, servizio civile e Severino Serrani; politiche per la zona montana a Giovanni Tiberi; progetti comunitari, dialogo con il territorio e relazioni con il capoluogo a Giustino D’Innocenzo, politiche sociali e volontariato, pari opportunità  a Ambra Foracappa; organizzazione scolastica e servizi di rete, trasporti e mobilità a Domenico Pavone. A Mario Nugnes (gruppo Misto) sono state riassegnate le deleghe viabilità e urbanistica. La vicepresidenza è stata conferita a Severino Serrani.
Altre deleghe, ha specificato il Presidente, saranno assegnate dopo una valutazione più complessiva anche in rapporto ai tempi e ai modi di elezione del nuovo Consiglio: quello  attuale scade a gennaio ma ancora non sono chiari gli intendimenti del Governo in questo senso.

Il Presidente mantiene per sé le deleghe alla pianificazione, programmazione, strategia e marketing territoriale: “Le Province, negli utlimi anni, hanno dovuto agire in perenne stato emergenziale, i motivi sono tanti e noi ne abbiamo qualcuno in più considerate le calamità naturali che abbiamo dovuto affrontare – ha spiegato– ma bisogna tornare a pianificare a progettare ad avere una visione. Dobbiamo essere più bravi degli altri e vincere il campionato con le altre province”.

Sulle questioni contingenti: “Piano neve e Gran Sasso Teramano andavano affrontate subito perché l’Ente aveva accumulato dei ritardi, ora stiamo sciogliendo una serie di nodi”. Un inciso sulle delega alle politiche sociali e al volontariato:“Qualcuno mi ha fatto notare che sono competenze regionali, bene, la mia è una provocazione: visto che la Regione è lontana e tanti cittadini continuano a considerare la propria casa i Comuni e le Province, chiederemo alla Regione di mettere uno sportello sociale dentro la Provincia perché sono tante le persone che si rivolgono a noi e che non hanno nemmeno i soldi per pagarsi il viaggio alla Regione”.

Sul dimensionamento scolastico e la vicenda del Pascal-Comi-Forti“è la mia scuola, figuriamoci se voglio chiuderla. Non ha i numeri per l’autonomia e per evitare che la Regione facesse accorpamenti e per mantenere la reggenza abbiamo avanzato un’idea di lungo termine. Abbiamo salvato la reggenza e adesso ci sediamo e ragionamo con i Comitati, con gli studenti e soprattutto con l’amministrazione comunale, ovviamente. Loro hanno pieno titolo alla concertazione. Il PD invece, che sta strumentalizzando questa vicenda, non ne ha, anche perché si tratta di ipotesi già paventate nella passata consigliatura. Vorrei una Provincia più ricca e aperta di mente non ci attacchiamo a fatti privi di consistenza perché anch’io avrei molto da dire ma non credo sia un buon modo di servire la collettività”.

Su questo aspetto è intervenuto anche il neo vicepresidente Severino Serrani: “Siamo pronti al dialogo con chiunque e comunque abbiamo seguito le indicazioni che arrivavano dal mondo della scuola. Per quanto riguarda il Pascal-Forti tenete presente che prima bisogna ristrutturare e adeguare sia le strutture di Via San Marino che quelle della Cona, destinatari di cospicui finanziamenti e completare l’intervento al Comi. Quindi stiamo parlando di ipotesi che in ogni caso e qualunque siano gli intendimenti e le decisioni che saranno prese dalla Consulta non possono attuarsi prima di due o tre anni”

 


In chiusura, rispondendo alle domande dei giornalisti Diego Di Bonaventuraha sottolineato che: “C’è bisogno di riorganizzare l’ente per uscire dalla fase emergenziale , pensare alla programmazione e soprattutto riuscire a spendere i finanziamenti che abbiamo. E per riorganizzare bisogna guardare al passato dell’ente, alla sua storia e al peso e al ruolo che ha avuto”.

 

 

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