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Cassa integrazione per i dipendenti di un'impresa artigiana. Si tratta del primo accordo del genere, in Abruzzo, dopo il patto firmato a Roma per sostenere i lavoratori del settore tessile-abbigliamento-calzaturiero

by Nicola Catenaro pubblicato il 20/09/2006 23:23

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Sottoscritto ieri pomeriggio, in Provincia, l’accordo per la cassa integrazione straordinaria dei 25 dipendenti dell’impresa artigiana Vigalò. L’azienda appartiene al settore tessile-abbigliamento ed ha sede operativa a Silvi. A livello regionale si tratta del primo accordo del genere dopo il patto siglato a luglio presso il Ministero del Lavoro, insieme a Regione Abruzzo e Province, per il sostegno ai lavoratori del comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero (TAC). Il patto permette infatti anche alle imprese artigiane ed a quelle industriali fino a 15 dipendenti la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali evitando di fatto i licenziamenti.

Erano presenti l’assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia Paolo Basilico, ed i responsabili della Direzione regionale e della Direzione provinciale del lavoro, rispettivamente Francesco Colaci e Angelo Petrocelli. L’azienda era rappresentata da Lorena Ferretti, assistita dalla consulente Maria Teresa Delli Passeri e da Emma Baroni per l’Api (Associazione piccole e medie industrie). Erano inoltre presenti il Servizio relazioni industriali della Provincia, con il responsabile Paolo Rota e Pierluigi Babbicola, la Rsa aziendale e la Filtea-Cgil nelle persone di Giampiero Dozzi ed Aldo Verna.

Esaminata la situazione dell’azienda, che aveva già in precedenti incontri prospettato la cessazione dell’attività con il licenziamento di tutti i dipendenti e la relativa attivazione delle procedure di mobilità, le parti hanno concordato il ricorso alla cassa integrazione per un periodo di 13 settimane salvo eventuali proroghe.

“L’accordo ha evitato di fatto il licenziamento di 25 dipendenti – ha dichiarato l’assessore alle Politiche del Lavoro Lavoro Paolo Basilico – ed ha aperto la via in Abruzzo all’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per le piccole realtà. Ci auguriamo che anche altre aziende in difficoltà possano seguire questa strada per dare fiato ad un settore che può continuare a rappresentare un solido pilastro della nostra economia”.

Soddisfazione è stata espressa dall’Api, rappresentata da Emma Baroni: “Si tratta del primo accordo del genere, un risultato raggiunto grazie ad un grande impegno dell’associazione a favore delle aziende del settore. Un impegno portato avanti da anni ed evidenziato all’interno dell’Osservatorio provinciale per l’economia e lo sviluppo ed a vari livelli, anche quello nazionale. L’accordo è anche frutto del lavoro svolto dai sindacati”.

“Finalmente si fa giustizia – è stato il commento di Giampiero Dozzi della Filtea-Cgil – nei confronti dei lavoratori più deboli, rappresentati dai dipendenti delle aziende artigiane e di quelle con meno di 15 dipendenti, che possono così usufruire degli ammortizzatori sociali. Ciò è stato possibile grazie all’impegno di Regione, Provincia e degli enti coinvolti. Invitiamo pertanto le aziende interessate a non effettuare licenziamenti ma a perseguire questa strada”.


Teramo, 13 ottobre 2005




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