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Impianti di risalita Prati di Tivo. Chiesto all’Asbuc di ritirare la risoluzione del contratto di concessione dei terreni.

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pubblicato 23/07/2020 13:54

“Molto positivo l’incontro di questa mattina, analizzati a fondo tutti gli aspetti e nel rispetto delle singole posizioni ci si muoverà per trovare una soluzione ma credo che la chiusura degli impianti possa dirsi scongiurata” dichiara il presidente Diego Di Bonaventura.

Teramo 23 luglio 2020. La Gran Sasso Teramano è una società in liquidazione e per legge non può, in questa fase della procedura, pagare alcun debitore tanto più che sono in corso i bandi per la vendita del patrimonio immobiliare. I debiti della società sono riconosciuti e certificati ma non essendoci liquidità di cassa non possono essere onorati. Nemmeno i debiti verso l’Amministrazione separata di Pietracamela, socia della Gran Sasso, che ha presentato un decreto ingiuntivo per i canoni pregressi e ritirato il contratto di concessione dei terreni.  Gli impianti di risalita e la cabinovia insistono sui terreni di proprietà dell’Asbuc e la risoluzione del contratto di concessione da parte di quest’ultima ha fatto scattare il procedimento amministrativo da parte degli Uffici regionali che hanno avviato la procedura per la revoca dell’autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti di risalita e della cabinovia. In piena estate e con un flusso turistico in crescita.

 

Una situazione complessa che questa mattina è stata analizzata a fondo nel corso di una riunione che si è svolta in Provincia e che ha visto il contributo del sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Umberto de Annuntiis (la Regione è socia al 15% della Gran sasso teramano).

 

Sul futuro della stazione turistica e sui piani di rilancio è aperto un altro tavolo che è quello dell’Assemblea dei Soci di cui tutti facciamo parte: conclusa questa fase e trovato il modo di ripianare i debiti, come abbiamo sempre detto, andremo ad una bando ultradecennale per la gestione degli impianti rimettendo nelle mani dell’intraprendenza privata la gestione” ha specificato il presidente Diego Di Bonaventura al termine della riunione alla quale sono intervenuti anche il vicepresidente Alessandro Recchiuti, il sindaco del Comune di Pietracamela, Michele Petraccia, il liquidatore della società, Gabriele Di Natale e  Paride Tudisco presidente dell’amministrazione separata di Pietracamela che rivendica il pagamento del debito pregresso.

 

Accertata l’impossibilità , giuridica e finanziaria, di onorare, in questa fase, il debito verso l’Asbuc come verso chiunque altro, è stato chiesto a Paride Tudisco di tornare sui propri passi in attesa di portare a compimento tutte quelle azioni imposte dalla procedura di liquidazione e che la Provincia, insieme ai soci, sta regolarmente compiendo. “Ogni altro passaggio in questa fase porterebbe alla chiusura degli impianti e al fallimento della società: a quel punto tutti, compresa l’Amministrazione Separata, non solo non avrebbe speranza di recuperare il credito ma si troverebbe a far fronte a un debito in quanto socia della Gran Sasso. Va specificato che i debiti della società non sono dovuti ai costi di funzionamento ma alle sanzioni tributarie che datano qualche anno. Con pazienza e buon senso abbiamo convenuto tutti che l’obiettivo più importante è mantenere aperti gli impianti. Sono certo che i tecnici e i legali, pure loro al lavoro, sapranno trovare la giusta soluzione visto che la volontà istituzionale è chiara ed unanime”.



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