Provincia, Comuni e Regione gestiranno l'area marina protetta Torre di Cerrano
Questa mattina la nascita del Consorzio
Dopo l’approvazione dello schema di decreto da parte della Conferenza Stato-Regioni, il 24 gennaio scorso, la nascita del Consorzio – denominato Co.Ges - è l’ultimo atto amministrativo propedeutico alla firma da parte del Ministero per l’Ambiente del decreto istitutivo dell’area marina protetta della Torre di Cerrano.
A sottoscrivere l’atto di nascita del Consorzio, ente gestore dell’area marina sono: il presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura; l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Caramanico.
Il Co.ges si costituisce con un fondo di 60 mila euro; il 45% delle quote sono del Comune di Pineto; Silvi possiede il 25% mentre Provincia e Regione detengono il 15% ciascuno. La presidenza del Consorzio viene attribuita in via transitoria al presidente provinciale D’Agostino che entro trenta giorni provvederà a convocare l’assemblea dei soci per dare l’avvio all’attività. I componenti del consiglio di amministrazione non ricevono alcun compenso.
Il decreto istitutivo prevede che all’area marina della Torre del Cerrano siano assegnati circa 250 mila euro di finanziamenti per lo start up e, a decorrere dal 2008, un finanziamento annuo di 130 mila euro.
Era l’ottobre del 1997 quando, su proposta dell’allora parlamentare Franco Gerardini, il “parco marino Torre del Cerranno” fu inserito nella legge 344. Un lungo iter nel corso del quale, i Comuni e la Provincia, hanno condiviso progettazione e obiettivi dell’area protetta con tutti i portatori di interesse locale: associazioni e consorzi della pesca; associazioni ambientaliste; operatori del turismo; cittadini.
Progettazione e perimetrazione - l’area si estende per sette chilometri in lunghezza partendo dal torrente Calvano a Pineto per arrivare a Piazza dei Pini, a Silvi e per 6 chilometri in profondità dalla costa - sono il frutto di accurati studi coordinati dalla Provincia e realizzati dall’Istituto Zooprofilattico “Caporale” e dall’Università di Teramo, Facoltà di Veterinaria. Con l’area marina della Torre del Cerrano si completa un programma di protezione e valorizzazione del mare e della costa teramana che ha già visto la realizzazione di una rete di oasi marine (fra Martinsicuro e Alba Adriatica; fra Giulianova e Roseto; fra Silvi e pineto). Le strutture subacquee hanno consentito, in questi anni, la salvaguardia ambientale, il ripopolamento e lo studio dell’ecosistema marino.
Alla Torre di Cerrano, inoltre, è situata una delle sedi del Reparto Biologia Marina e Fluviale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" presso la quale è collocato un impianto sperimentale di acquacoltura ad alta tecnologia.
Con l’istituzione dell’area marina sono previste attività per la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali e fisiche e delle biodiversità marine e costiere; per la promozione dell’educazione ambientale e la diffusione della conoscenza degli ambienti marini e costieri anche attraverso la realizzazione di programmi divulgativi; per la realizzazione di un processo di sviluppo sostenibile – con il coinvolgimento delle associazioni di categoria della pesca, i Consorzi e gli stessi pescatori; con la partecipazione degli operatori turistici e delle associazioni ambientaliste – che faccia leva sulle attività locali e tradizionali, sulle culture locali, sul turismo ecocompatibile.
Nell’area marina non sono consentite le attività che possono danneggiare le caratteristiche dell’ambiente: la pesca; la navigazione, l’uitlizzo di moto d’acqua, la balneazione etc etc.












