Seggiovia Prati di Tivo: al via la realizzazione del nuovo impianto
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Caratteristiche tecniche del progetto
Sarà sostituita la seggiovia monoposto "Prati di Tivo - La Madonnina" con un impianto ad ammorsamento automatico con seggiole esaposto e cabine da otto posti denominato "Telemix Prati di Tivo - La Madonnina".
L'intervento, e le relative opere di difesa dal pericolo valanghe, costerà complessivamente 12.500.000 euro.
Il progetto è stato presentato oggi in conferenza stampa alla presenza, tra gli altri del presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, e dell'amministratore delegato della Gran Sasso Teramano, Doriano Di Benedetto, del presidente della Camera di Commercio, Giustino Di Carlantonio.
Il progetto comprende le opere relative all'impianto a fune per trasporto pubblico con veicoli misti e le opere accessorie necessarie per la difesa dal pericolo valanghe.
L'impianto è una funivia monofune a movimento unidirezionale continuo e collegamento temporaneo (ammorsamento automatico) dei veicoli (seggiole a quattro posti e cabine ad otto posti) alla fune: comunemente tale tipologia viene chiamata "Telemix". Il primo impianto simile realizzato in Italia è in esercizio dal dicembre 2007 in Val Passiria (BZ) a Grunboden. Altri sono stati realizzati in Europa negli anni precedenti, mentre, a livello mondiale, la produzione annua di tale tipologia di impianto si attesta, per ora, sulle 5 o 6 unità. Le due ditte produttrici a livello mondiale in possesso delle certificazioni di cui al D.Lgl.210/2003 sono: Leitner s.p.a. di Vipiteno (BZ) e Doppelmayr Italia s.r.l. di Lana (BZ) (filiale italiana del gruppo Doppelmayr Garaventa). Per l'anno prossimo si prevede la realizzazione di almeno due altri impianti simili in Val Gardena e Val Badia.
Le opere destinate alla difesa dal pericolo valanghe - già sottoposte assieme al progetto generale, al Comitato Regionale Neve e Valanghe - sono costituite da tipologie diverse. In primo luogo vengono proposte reti fisse, per la protezione della parte alta della linea del tracciato funiviario e della relativa stazione di sbarco intermedio; ad esse sono complementari alcuni deflettori del vento posti sulla Cresta dell'Arapietra in prossimità della stazione di monte.
Poi vengono individuate le localizzazioni ove porre in opera i GasEx, strumenti progettati per provocare artificialmente il distacco delle masse di neve presenti sui pendii sottostanti evitando pericolosi accumuli e consentendo la disponibilità di masse di neve in prossimità delle piste a quote inferiori. Infine, presso la stazione dei Prati di Tivo, a protezione ulteriore del magazzino dei veicoli e della zona pubblica del parcheggio, viene realizzato un rilevato a protezione delle zone in scavo, utilizzando in parte i volumi di movimento terra, sistemato a verde con essenze autoctone e naturalizzato con la posa in opera di trovanti rocciosi residui dalle operazioni di movimentazione del terreno.
Alcuni interventi complementari di spietramento manuale delle piste esistenti consentiranno la fruibilità di circa 10 chilometri di piste disponibili in aggiunta a quelle già servite dagli impianti realizzati nel 2003.
Caratteristiche tecniche dell'impianto a fune
veicoli misti seggiole quadriposto + cabine ad otto posti
portata oraria massima 1800 persone/ora
portata estiva 550 persone/ora
lunghezza sviluppata 1610 m
dislivello 557 m
velocità in linea 5,0 m/s
tempo di percorrenza 6,4 min
potenza installata 1000 kW
Iter progetto definitivo
La sostituzione dell'impianto esistente si è resa necessaria in seguito alla relativa scadenza della Vita Tecnica, fissata in 40 anni dal DM 23/85; soltanto grazie alla esecuzione di alcuni lavori di Revisione Speciale recentemente terminati, è stato possibile ottenere una proroga su questa scadenza. Diventa, di conseguenza, determinante la costruzione del nuovo impianto al fine di evitare la sospensione del servizio di trasporto tra Prati di Tivo e la località della Madonnina.
Il progetto per la sostituzione dell'impianto in questione era stato inserito nel programma di interventi della Gran Sasso Teramano s.p.a. che lo riteneva determinante e conclusivo rispetto al piano per il riassetto ed il rilancio delle strutture turistiche della montagna teramana. Pertanto nel 2004 è stato redatto il primo progetto preliminare dell'impianto funiviario sostitutivo della seggiovia monoposto "Prati di Tivo - La Madonnina" che prevedeva la realizzazione di un impianto ad ammorsamento automatico con veicoli misti, seggiole e cabine da otto posti. La scelta tipologica del nuovo impianto doveva necessariamente ricadere su funivie ad ammorsamento automatico attese le necessità di:
Ø garantire sufficienti condizioni di sicurezza per il trasporto estivo ed invernale;
Ø consentire l'accesso agevolato ad ogni categoria di viaggiatori compresi i diversamente abili;
Ø garantire standards di trasporto efficienti per l'intera vita tecnica del nuovo impianto (40 anni);
Ø garantire maggiore funzionalità ed efficacia al trasporto pubblico nelle ore di punta dei periodi di maggiore affluenza;
Ø ridurre l'esposizione al vento delle strutture di linea e ridurre il numero di sostegni.
Allo stesso tempo ricorreva la necessità di proporre soluzioni che evitassero di incorrere nei divieti di cui al DM 400/1998 secondo il quale (art. 7, comma 6) qualora elementi strutturali dell'impianto possano essere soggetti al rischio valanghe, gli stessi devono necessariamente essere protetti da opere di difesa fisse. Venne, quindi, proposto un tracciato con stazione intermedia che consentiva, da un lato, di ridurre l'esposizione al rischio valanghe delle strutture dell'impianto e, dall'altro, la possibilità di utilizzare anche le piste di media difficoltà con partenza da detta stazione intermedia, dal momento che quelle esistenti e con partenza dalla stazione di monte (praticamente coincidente con quella attuale) risultavano di elevata difficoltà e non sempre accessibili alla battitura con mezzi meccanici. Il progetto dell'impianto fu inviato alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza, dall'esito finale della quale ottenne giudizio favorevole (n. 7232/05 del 30/9/2005) contestualmente al nulla osta dei BBAA (n.10963/05 del 20/10/05).
Nella successiva Conferenza dei Servizi del marzo 2006, l'Ente Parco presentò una nota (2006-02670 del 16 marzo 2006) con la quale si richiedevano alcuni approfondimenti tecnici sul progetto; inoltre il suo rappresentante avanzò, nella sostanza, la proposta di eliminare dal progetto la stazione intermedia (valutata come di massimo impatto). Si manifestò, dunque, la possibilità di adeguare le previsioni progettuali con ipotesi più complete che, a quel punto, proponendo un tracciato del nuovo impianto prossimo a quello esistente, dovevano necessariamente prevedere anche la realizzazione di opere di difesa dal rischio valanghe.
E' stato, quindi, redatto un completo studio valanghivo sull'area ed un nuovo progetto per l'impianto funiviario che ricalca il tracciato della seggiovia esistente. Per il progetto del nuovo impianto a fune, prodotto nella forma definitiva ed approvato dall'Assemblea dei Soci nella seduta del 4 maggio 2006, si prevede di concludere i lavori entro il prossimo mese di dicembre 2008. Le procedure di appalto sono avviate dal mese di maggio.
Procedura per la VIA
Il progetto ha ottenuto giudizio favorevole di VIA e Valutazione di Incidenza n. 1029 del 26 febbraio 2008.
Variante non sostanziale sul giudizio di V.I.A. già ottenuto nel 2005 (n. 7232/05 del 30/9/2005, contestualmente al nulla osta dei BBAA n.10963/05 del 20/10/05) per l'impianto a fune, intendendo come "opere accessorie" quelle relative al sistema di difesa dal pericolo valanghe. Esse risultano necessarie nel rispetto delle disposizioni di cui all'art.7, comma 6 del DM 400/98.
Teramo, 3 giugno 2008












