MASTERPLAN NAZIONALE
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La realizzazione di un "masterplan" dei servizi per l'impiego si rende indispensabile per allestire un quadro di riferimento entro cui sviluppare la riforma degli SPI, valorizzando a tal fine l'opportunità del ricorso al cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo.
La logica del masterplan è quella di concordare obiettivi di realizzazione quantitativi e standard qualitativi di funzionamento condivisi, fissando in precise fasi temporali il raggiungimento di un'efficienza misurabile in effetti oggettivamente apprezzabili. Costituiscono la "falsariga" del masterplan le scelte effettuate nell'ambito dei documenti di programmazione del Fondo sociale europeo tanto al livello nazionale che a quello regionale; il masterplan deve consentire di individuare preventivamente le modalità di monitoraggio dei diversi stati di avanzamento dello sviluppo degli SPI e di disporre, a tutti i livelli, azioni di sistema che possano agevolare, sia un rapido recupero di efficienza da parte delle realtà meno avanzate, sia la disseminazione delle esperienze più efficaci.
Anche nell'obiettivo di finalizzare le azioni di sistema dell'amministrazione centrale a tali obiettivi di funzionalità, e di realizzare un monitoraggio congiunto che permetta di rendere conto dello sviluppo degli SPI in coerenza con gli impegni assunti dall'Italia nell'ambito della Strategia Europea per l'occupazione (NAP), sembra opportuno articolare il masterplan in altrettanti documenti regionali, che possano dare visibilità a stadi di avanzamento anche differenziati, in coerenza con le diverse situazioni organizzative e di contesto occupazionale.
L'allestimento congiunto del "masterplan dei Servizi per l'impiego" trova fondamento negli impegni assunti con la Commissione europea nell'ambito del negoziato sul Fondo Sociale Europeo, tuttavia, ai fini del raggiungimento degli obiettivi e degli standard che verranno stabiliti si può considerare opportuna, nonché fattibile, l'attivazione anche di altre risorse in particolare del FESR e delle relative quote di cofinanziamento nazionale. Non si deve inoltre trascurare la necessità di poter presentare, nel 2002, un circostanziato e positivo stato di avanzamento della messa in funzione dei Servizi, anche ai fini della partecipazione ai meccanismi di "premialità" previsti dai regolamenti dei fondi strutturali allo scopo di poter attivare risorse aggiuntive soprattutto nelle aree ricomprese nell'obiettivo 1. Si devono considerare gli impegni assunti dall'Italia nell'ambito dei Piani nazionali per l’occupazione dove, ai fini dell'attivazione di politiche preventive della disoccupazione di lunga durata (linee guida 1 e 2), il paese si è impegnato a rendere pienamente operativi in tutto il territorio nazionale entro il 2003 i servizi per l'impiego, in quanto strumento indispensabile per l'individuazione ed il coinvolgimento delle utenze appropriate e per una reale finalizzazione all'inserimento al lavoro delle politiche attive per l'impiego. Questo è l’aspetto integrante del masterplan che diventerà, pertanto, sede di monitoraggio nella realizzazione degli impegni.
Deve essere a tal proposito anche ricordato che, da ultimo, le linee guida sopra ricordate hanno trovato esplicito ingresso nell’ordinamento italiano e sono divenute giuridicamente vincolanti grazie al Decreto Legislativo 181/2000. Sono, difatti, ivi disoccupazione di lunga durata”, rispetto ai quali le Regioni, coerentemente con le prescrizioni comunitarie, sono state chiamate a svolgere un’attività di monitoraggio. – contenete primi indirizzi interpretativi del D. Lgs. 181/2000 – è previsto che gli enti regionali provvederanno, nonché sulla tipologia dei destinatari di dette azioni”. fissati degli “Indirizzi generali ai servizi per l’impiego ai fini della prevenzione della Nella Nota di indirizzo diffusa del Ministero del Lavoro nell’ambito della propria programmazione, alla realizzazione di “relazioni semestrali sulle tipologie, modalità di svolgimento e ambiti di intervento delle azioni intraprese.
Gli orientamenti per l'elaborazione del masterplan sono in parte contenuti nei documenti che hanno già fatto oggetto di concertazione e di progettazione comune: l’Accordo in materia di standard minimi di funzionamento dei servizi per l’impiego e l’Accordo sulle linee guida per la definizione di azioni per l’avvio della funzionalità dei servizi all’impiego . Il "masterplan" dovrà presentare anche le modalità e gli indicatori che si intenderanno utilizzare congiuntamente ai fini della valutazione dei diversi stati di avanzamento del programma.














