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APPUNTAMENTO CON LA STORIA A POGGIO SPOLTINO - MOSCIANO S.A.

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pubblicato 10/02/2017 09:59

Sabato 18 febbraio alle ore 18, a Poggio Spoltino Cultura (Località Selva Alta di Mosciano Sant’Angelo), si terrà il primo incontro tematico dal titolo "I SAVINI: LA CLASSE DIRIGENTE TERAMANA TRA ETA’ LIBERALE E FASCISMO”, nell'ambito della presentazione del nuovo libro dello storico Luigi Ponziani dal titolo "TERAMO DALL’ETÀ GIOLITTIANA AL FASCISMO (1901-1940)”, pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani e Barbara Marramà.

Tipologia
  • presentazione libro
Data
https://www.provincia.teramo.it/eventi/appuntamento-con-la-storia-a-poggio-spoltino-mosciano-s-a-1 APPUNTAMENTO CON LA STORIA A POGGIO SPOLTINO - MOSCIANO S.A.
18/02/2017
da 09:41 to 23:59
(Europe/Rome / UTC100)
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Nel suo nuovo libro Luigi Ponziani, direttore della Biblioteca Dèlfico fino al 2015, ci racconta in dettaglio i primi 40 anni del Novecento teramano. Una storia estremamente affascinante! Finalmente una luce nuova si proietta su tutti gli aspetti della vita cittadina: politica, civile, sociale, culturale... E' un libro importante come lo è stato il precedente "Il capoluogo costruito", pubblicato nel 2003 da Edigrafital, del quale rappresenta la naturale continuazione.

560 pagine attraverso le quali ricomporre diacronicamente, ma anche attraverso approfondimenti tematici, la vicenda della città aprutina dal 1901 al 1940. Il tutto all’interno dei processi storico-politici che nel corso del XX secolo hanno costituito in Abruzzo e nel Paese la cartina di tornasole attraverso cui leggere trasformazioni e persistenze in società e ambiti nei quali consolidati equilibri economico-sociali e gerarchie territoriali non sembravano facilmente modificabili.

Così la storia intima della città di Teramo è stata vista e interpretata alla luce della tradizionale egemonia notabilare di stampo ottocentesco; come pure si è cercato di cogliere la crescente difficoltà delle locali classi dirigenti, a partire dai suoi massimi esponenti, a padroneggiare la maggiore dinamicità politica e sociale che si andava affermando pur in assenza di sostanziali trasformazioni strutturali. Come pure sono stati sottolineati i limiti intrinseci delle nuove forze politiche – dai socialisti, ai popolari, ai combattenti – incapaci di affermarsi specie negli anni seguenti il primo conflitto mondiale e dinanzi alla più generale crisi politica, istituzionale e sociale che rese possibile l’ascesa del fascismo e il suo insediarsi in una regione e in una città ancora permeate da quel paternalismo notabilare in difficoltà ma nient’affatto sconfitto.

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